Archive for the ‘Lifestyle’ Category

Insonnia 2.0

Complici il caldo tropicale e tanti stimolanti progetti per la testa, in questi giorni mi è purtroppo difficile prendere sonno.
Contate tutte le pecore presenti da qui all’Australia, ho così deciso di affrontare questo momentaneo disturbo ricorrendo alla tecnologia ed al web. Raccolgo in questo post i rimedi 2.0 che ho trovato in rete affinchè possano essere di aiuto ai geek (e non) che del letto, a volte, proprio non sanno che farsene.

1 – Il tentativo: Il pc.
Ok, se non dormo a questo punto rispondo a qualche mail, leggo quel post che ho segnato, scorro lo stream-tweet di Dania fino a che Morfeo non si accorge che si è dimenticato di me e mi viene a prendere”. Niente di più sbagliato. Lo sapevate che i monitor di pc, tablet e compagnia bella emettono luce LED nello spettro del blu bloccando la secrezione della melatonina, ormone che regola lo stimolo al sonno? Bye Bye pc dunque, ma la tecnologia può venirci in aiuto in altri modi..

2 – Mobile Application:
..uno di questi sono appunto le App. Ormai ci sono App davvero per tutto, anche quelle per riposare sereni e dormire come dei bimbi. La mia preferita si chiama Relax and Sleep: un player di 35 suoni da mixare per creareRelax and Sleep suggestive colonne sonore e rendere più semplice e breve il viaggio verso  il mondo dei sogni. Le tracce ed i mix creati possono essere salvati, aggiunti ai preferiti ed impostati con un timer affinchè l’esecuzione si chiuda dopo un tot (possibilmente con voi dormienti). Alcuni di questi suoni?
Gabbiani, onde, oceano, pioggia estiva, cicale, fusa feline..
Personalmente adoro il “canto dei monaci” con un leggera “pioggia” di sottofondo…un’atmosfera mistica!
L’app è disponibile per Android ma di sicuro qualcosa di simile esiste anche per iPhone.

3 – Streaming online: 
ITunes propone alcuni podcast ambient mica male, così come i tag #sleepy e #calm di Stereomood possono rilassare mente e corpo.Stereomood MoodTurn permette invece di scegliere tra diversi temi, ciascuno con musica ed immagini coordinate, potete dunque decidere di addormentarvi su una bella spiaggia, oppure immersi in un bel giardino fiorito

Toc, Toc… Bussano alla porta che strano.. sono le 3.56, chi può essere?
Ah, eccolo, Morfeo! Alla fine si è ricordato di me anche questa notte…

[Post Soundtrack “Goodnight and go” – Imogen Heap]

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Professioniste sì ma con il sorriso

Ho appena terminato il libro di Lois P. Frankel, consulente e psicologa che nel volume  “Le brave ragazze non fanno carriera” descrive gli errori più comuni che le donne commettono nella sfera professionale. Sono ben 101 gli errori che l’autrice elenca e che ogni giorno noi donne riusciamo, senza neanche tanto impegnarci, a commettere alle nostre scrivanie e con i nostri colleghi. Alcuni esempi sono  il non riuscire ad esprimere le nostre idee apertamente, lasciare che siano sempre gli altri a prendersi i meriti, sminuire i nostri traguardi, renderci invisibili agli altri invece di instaurare dei rapporti che potrebbero essere utili in ambito lavorativo, non “disturbare” o “eccedere” con le nostre richieste. Questi comportamenti sono per la maggior parte frutto della socializzazione a cui siamo state esposte, ossia dell’educazione che ci è stata impartita sin da piccole.

Le brave ragazze non fanno carrieraTra i 101 consigli che la consulente dà, ve ne sono però alcuni che mi hanno lasciato un po’ perplessa. Ecco degli esempi:
le gambe? Mai accavvalate
perchè entrambi i piedi devon essere ben saldi a terra per dimostrare forza e stabilità emotiva!
Basta con quei sorrisi da ragazzina incapace di ricoprire ruoli autorevoli! Se per caso avete una ciglia che vi è finita nell’occhio dovete lasciarla là perchè  toglierla vi renderebbe vulnerabili ed infantili.
I capelli? Per carità non toccateli! Se vi sistemate una ciocca dietro l’orecchio, tutti vi vedrebbero come una adolescente dolce e docile e da sottomettere.

Questi sono solo alcuni esempi più divertenti, ma in generale si può dire che la professionista e la donna in carriera descritta da Lois P. Frankel sembra essere un automa,  noiosa, omologata, fredda e senza anima, quasi a volere inseguire l’ideale di un Gordon Gekko in gonnella.
Penso invece sia più giusto pensare donne in carriera, professioniste, determinate, volenterose e tenaci ma, anche, uniche nel rispetto di quello che sono, del proprio modo di essere e nel rispetto anche degli altri, in questo caso colleghi ed ambiente di lavoro.

Alcune osservazioni e suggerimenti dell’autrice possono essere sicuramente utili e validi ma, messe così tutte insieme in un unico libro, rischiano di mortificare il potenziale e le peculiarità della donna in ambito lavorativo.

[Post Soundtrack “Let the river run” – Carly Simon]

An Education, mine

Dopo tanto tempo sono finalmente riuscita a vedere An Education.
Tratto dalle memorie della giornalista inglese Lynn Barber e riadattato da Nick Horby (autore di About a boy, High Fidelity), il film racconta la storia di una giovane e brillante studentessa che – conosciuto un uomo più maturo – rimane così affascinata dal suo stile di vita da mettere in crisi le certezze della ragazza e quello che pensava essere giusto per la sua vita. Un elemento esterno, l’uomo amato e  non poi così fidato, stava cambiando le sue priorità ed il sogno di entrare nella prestigiosa Oxford University.

Locandina An Education

In questi giorni ho steso la lista delle mie priorità per il 2011 e, facendolo, mi sono fatta alcune domande sulla mia education. Ho ripreso in mano la lista dei propositi del 2010  e l’ho confrontata con quella appena stesa.  Ho così piacevolmente constatato che quest’ultima è molto più bilanciata rispetto  a quella dell’anno precedente e si distingue per un grande equilibrio tra obiettivi professionali e personali. Un piccolo passo in avanti insomma per emanciparsi dalle aspettative altrui e dalle imposizioni sociali che ci costringono, alle volte, ad allontarci da come siamo realmente.
Quest’anno ho ascoltato più me stessa e l’educazione è mia, più che mai.

[Post Soundtrack “Sweet Nothin’s” – Brenda Lee]

Il blog e le cavallette

Potrei scrivere in questo post milioni di giustificazioni per non aver aggiornato il mio blog, improvvisando magari come nel film “The Blues Brothers” o come hanno fatto altri blogger prima di me.


In breve, posso solo dire che impegni, lavoro,  qualche progetto e, più in generale, la vita mi hanno tenuta lontana da questo blog.
Ho poi iniziato a collaborare con Gazduna, dove scrivo di comunicazione e  creatività. Quindi, se volete seguirmi, mi potete trovare anche qui.
[Post Sountrack “Everybody need someboby” – Blues Brothers]